
di Luigi Zai ***
I festival in cui sono protagonisti i libri e i loro autori, con attori e musicisti di contorno o di sostanza, stanno fiorendo in tutta Italia come i gelsomini a maggio. Così anche Santhià, insignita del titolo di “Città che legge” , riconoscimento nazionale promosso dal “Centro per il libro e la lettura” e dall’ANCI, avrà la sua prima edizione del festival, dedicato non tanto ai libri come esclusivo strumento di diffusione del pensiero, quanto alla parola, senza la quale non esisterebbero libri, né discorsi, né spettacoli teatrali e così di seguito.
“Parole in gioco” è il titolo a significare che con le parole si può giocare come si gioca con le note musicali (suonare in francese si dice “jouer”), ma con l’uso della parola ci si mette pure in gioco. L’int ento sottotraccia è che si auspica un uso responsabile delle parole, oltre che un buon uso, gradevole, accogliente, interessante, illuminante. Fatto non scontato a considerare certi interventi sui social e in generale nei media.
E questo è il titolo. Poi c’è il tema dell’anno. Abbiamo scelto “la paura” quale protagonista.
Un sentimento che, al pari dell’amore, è come il prezzemolo. In letteratura lo trovi dovunque, dalle fiabe ai thriller, dall’horror al noir, ma non ne sono esenti neppure i romance e i reportage di guerra o di sport estremi.
Oggi più che mai la paura sembra prendersi la scena anche del vissuto quotidiano e acquattarsi subdolamente tra le pieghe del cuore degli adolescenti, sempre più in preda all’ansia e alla paura di non essere adeguati. La paura delle guerre, delle violenze in famiglia, del diverso visto come minaccia prima ancora di conoscerlo. Paura del disastro ambientale, paura di non farcela ad arrivare a fine mese con il misero salario. Paura che troppo spesso viene arginata trasformandosi in rabbia, che poi sfocia in conflitto.
Ce n’è per tutti e siamo curiosi di vedere come i nostri ospiti illustri declineranno l’argomento. Questo sarà il fil rouge del nostro festival. Non una semplice lista di relatori, di laboratori e di spettacoli teatrali, ma un insieme organico a cui dedicare almeno tre giorni intensi.
Festival della paura e paura del festival perché, come organizzatori alla prima esperienza, stiamo sondando l’ignoto. Consentiteci un po’ di umana paura. Santhià è un centro culturalmente vivace nonostante le lamentale di molti: musicisti, appassionati lettori e appassionati scrittori, attori, maschere del carnevale più antico del Piemonte… Purtroppo è povero di attrattive paesaggistiche e naturalistiche che non facilitano il turismo di massa, ma è al centro di grandi vie di comunicazione e di cammini importanti, quali la via Francigena, il Cammino di Oropa, il Cammino di Masino. Facilmente raggiungibile in un giorno da Vercelli, Novara, Biella, Ivrea, Casale Monferrato: venite a trovarci, ad ascoltare gli ospiti, a visitare l’esposizione dei libri degli autori del territorio e i piccoli musei aperti per l’occasione.
