Sono quindici gli Autori del territorio che esporranno le loro opere all’interno dell’Auditorium San Francesco durante gli orari previsti nei quattro giorni del Festival. Uno spazio per valorizzare risorse meno note al vasto pubblico ma che meritano visibilità per le loro “fatiche” letterarie, consapevoli tutti che l’esercizio della scrittura rappresenta un dono che si offre per incrementare la cultura e coltivare l’intelletto.

Tredici di essi presenteranno le loro opere in base al calendario qui pubblicato.

Sotto il calendario, in ordine alfabetico, le informazioni che alcuni di loro ci hanno trasmesso.

PAOLO AUTINO, ex docente di lettere al liceo classico, è autore di numerosi saggi storici: “I terremoti nella Grecia classica”, “Stefano e Neera. Storia di una coppia ateniese di 2400 anni fa”. Inoltre del romanzo: “Il mondo finisce al caffè Torrefazione”, vincitore del premio “L’incontro”. Di articoli di storia e civiltà greco-romana su riviste specialistiche (“Rivista di Filologia e Istruzione Classica”, “Erga-Logoi”, “L’Antiquité Classique”). Al Festival presenta la sua ultima opera:  SESSO DENARO E POTERE NELL’ANTICA ATENE. VITA DI TIMARCO (ed. Odoya). In tale opera si ricostruisce e racconta la vita di un singolare personaggio del passato, l’ateniese Timarco, vissuto nel IV secolo a. C. Il suo temperamento spavaldo e le sue scelte, talora temerarie, ne fecero una figura romanzesca, così come fu romanzesca la sua vita. Fu dapprima apprendista medico, poi amante di uomini facoltosi, dedito a una vita di lussi e piaceri, e infine politico. Il libro, pur assolutamente rigoroso sul piano storiografico, ha un impianto prevalentemente narrativo e divulgativo, rivolgendosi al vasto pubblico.

FRANCO GROSSO, è saggista, progettista territoriale e divulgatore piemontese, considerato tra i maggiori esperti e promotori del turismo lento, della mobilità dolce e della valorizzazione dei cammini storico-devozionali nell’Italia del Nord-Ovest. Professionalmente, si occupa di progettazione di cammini e valorizzazione territoriale. Ha ideato e curato vari percorsi escursionistici e di pellegrinaggio tra cui figura il Cammino di San Carlo, un itinerario di cultura e fede che si snoda tra il Verbano, il Biellese, la Valsesia e il Canavese fino a innestarsi sulla Via Francigena.  È stato vicepresidente nazionale della Rete dei Cammini ed è impegnato nella promozione del camminare come strumento di benessere e salute (collaborando con istituzioni sanitarie e locali per progetti come Salute in Cammino). Ha inoltre ricoperto incarichi nel Club Alpino Italiano (CAI). In qualità di divulgatore e pubblicistica cura rubriche dedicate al territorio (come Dietro l’angolo – Il Biellese), organizza mostre, eventi culturali e iniziative di valorizzazione del patrimonio locale (tra cui il Presepe Gigante di Marchetto). Opere e Pubblicazioni PrincipaliLa sua produzione saggistica e guida turistica si concentra sulla scoperta a passo lento del paesaggio, dei borghi e della storia locale:Cammini storici del Piemonte (Edizioni del Capricorno) – Una guida ragionata e approfondita sugli itinerari storico-devozionali e di trekking della regione Piemonte. Il Cammino di San Carlo. Itinerario di cultura e fede da Arona alla Via Francigena – Guida ufficiale e racconto dell’itinerario storico-ambientale ideato dallo stesso autore. Dietro l’angolo – Raccolta di saggi e riflessioni legate alla rubrica giornalistica omonima, incentrata sulle bellezze “minori” e poco note del territorio. Monografie territoriali e guide locali – Ha firmato numerose pubblicazioni dedicate al Biellese, alla Valsesia, ai Sacri Monti e alle Alpi occidentali, focalizzandosi su patrimonio artistico, tradizioni rurali ed escursionismo consapevole.

MATTEO MANZATO, nato a Biella, da sempre vive nella pianura biellese tra risaie e all’orizzonte, le prealpi Biellesi.
Per anni ha lavorato come artigiano e fin dalla giovinezza ha covato il sogno di scrivere un libro dove raccontare, dove dire qualcosa per condividere emozioni. L’attesa è durata anni e arrivato ai suoi quaranta di età, parte per il Cammino di Santiago, esperienza che, come dice lui, non lo ha cambiato, lo ha Centrato.
Questo viaggio fa riemergere vecchi ricordi e nuove consapevolezze a tal punto da voler scrivere un racconto dal titolo “Ad un passo da Me”, una sorta di diario dove giorno per giorno scrive ciò che sta vivendo durante la sua esperienza in cammino con l’intenzione di farlo arrivare a sua Mamma. Questo progetto non riuscirà a terminarlo in tempo, pochi mesi dopo dal suo ritorno infatti, la Mamma viene a mancare a causa di una malattia incurabile.
Nonostante questo, il suo desiderio cresce, trova terapeutico scrivere e rileggere di questo viaggio, Da qui si innescano altre situazioni che lo portano a pubblicare un “piccolo” libro di self help dal titolo “Pensare bene ti cambia la Vita”.
Dopo essere tornato sul Cammino di Santiago, scrive di quel pezzo del viaggio che gli era mancato la volta precedente e pubblica “Ricordati di Sorridere nel Vento”, secondo racconto inerente al Cammino.
Si apre così a nuove possibilità legate non solo alla crescita personale, ma anche a quella spirituale diventando così relatore di alcuni, come li chiama lui, “Incontri di crescita personale e spirituale” dei quali ne è l’autore e divulgatore.
Così nel novembre 2025 pubblica “Al di là della Soglia”, libro dove si parla di varie esperienze vissute in prima persona. Credente e studioso spiritualista, lavora con lo scopo di ripulire e ripulirsi da vecchie e obsolete credenze. aprendosi giorno per giorno a strade per lui “nuove”.
Oltre ai quattro libri reperibili su Amazon, ha inoltre, scritto e registrato due podcast reperibili su tutte le principali piattaforme online: “Ad un passo da me” dove si racconta a pochi mesi dall’uscita dell’omonimo Libro e “Positive Awekening”, nato con l’intento di mandare un messaggio positivo.

ROSELLA MILANO  ha pubblicato nel 2005 il romanzo storico locale “Terrae Animae”, con Grafica Santiatese. Nel 2022 ha esordito con la breve opera autobiografica “Libretto di Risparmio al Portatore”, Edizioni Botalla. Con Botalla nel 2023 ha pubblicato “Il Sangue dell’Arcangelo”, un giallo intricato pervaso da una linea di misticismo. E’ del 2026 il “Il Codice Celeste”, Edizioni Botalla, dove un codice da decifrare è il filo conduttore della storia misteriosa che porterà il lettore a farsi anche domande sulla vita e sulla gestione della pandemia degli anni precedenti. Questo il romanzo che l’autrice presenterà venerdì 16 alle ore 17 all’Auditorium San Francesco.
A breve uscirà il romanzo “Lascio il Velo, porto via la Voce”, VJ Edizioni, scelto all’unanimità per la pubblicazione dalla giuria e dall’editore nel contesto del premio letterario Antonia Pozzi, edizione 2026, dove si fotografa la situazione delle donne afghane e iraniane.

MILENA VALLERO, insegnante di lettere alla scuola superiore di secondo grado è autrice di numerosi romanzi, esordendo con Stelle d’Inchiostro 1-2-3 (trilogia di romanzi urban fantasy per ragazzi). Ha quindi pubblicato La Casa delle Chiavi di Carta (raccolta di racconti horror-thriller uniti da una cornice narrativa) e High Hopes (raccolta di racconti horror-thriller). Al festival presenta Origami, horror per ragazzi con cui inaugura una serie dedicata alle leggende metropolitane, esplorando in particolare quelle legate alla scuola e all’adolescenza: un mondo di paure, misteri e storie che continuano a vivere nell’immaginario collettivo. Una sezione finale ne approfondisce origine e diffusione, arricchendo il progetto con un’interessante dimensione culturale.

LUIGI ZAI, conseguita la maturità classica, si iscrive alla Facoltà di Filosofia con indirizzo Scienze Umane a Torino, con docenti del calibro di Luciano Gallino, padre fondatore della sociologia italiana, i filosofi Norberto Bobbio e Pietro Rossi, l’economista Claudio Napoleoni, l’antropologo Francesco Remotti.
Al secondo anno di università ha l’occasione di pubblicare il suo primo libro: “Sociologia della democrazia”, basato sulle lezioni di Gallino che lo adotta come dispensa per i suoi corsi.
Svolto il servizio militare come ufficiale di complemento del Corpo degli Alpini, dopo la laurea a pieni voti, vince un concorso presso le Ferrovie dello Stato ove decide di intraprendere la propria carriera lavorativa che lo porterà a occuparsi di gestione di contratti di acquisto nuovi treni e di risorse umane.
Non per questo abbandona gli studi e l’attività che più lo appassiona, quella del sociologo.
Compie diverse indagini sul terreno, da solo o in collaborazione, su universo giovanile e femminile, tra cui a Vercelli, Orbassano, Mortara, Vigevano.
Dal 2001 al 2010 tiene un corso di Sociologia della cultura presso la Facoltà di Teologia dell’Italia Settentrionale presso la sede di Torino.
Nel 2011 viene eletto consigliere in una lista civica e ottiene la delega di assessore alla cultura. Durante tale periodo costituisce una associazione di 22 comuni denominata “Slowland” con l’obiettivo di promuovere un turismo lento che ha come fulcro il lago di Viverone, svolgendo altresì la funzione per quattro anni di presidente della stessa.
In quiescenza dal 2014, svolge attività di animazione presso la Biblioteca civica di Santhià.
E’ inoltre presidente di una piccola associazione culturale e vicepresidente dell’Università Popolare della Terza Età e del Tempo Libero di Santhià.
Per cinque anni si è divertito a fare il piccol editore e come tale ha curato e scritto in prima persona diversi libri a livello locale, tra cui “Un Po di sete” taccuino di viaggio e guida di un’esperienza in bicicletta lungo il Po durante la siccità del 2022 e “Quei due treni carichi di soldati”, un saggio sulla Resistenza intorno a Santhià.
A fine 2025, il suo romanzo “Le chiavi del Paradiso” è stato selezionato per la pubblicazione dall’editrice milanese Bookabook, la cui uscita è prevista a novembre 2026.
Da una dozzina d’anni si è trasferito a Viverone, dove ama camminare e occuparsi di cammini.

MARCO ZENONE. Il primo libro pubblicato si intitola Non ti voglio (Edizioni Effedì, 2021) ed è un romanzo di autofiction in cui, prendendo spunto da alcuni accadimenti personali, l’autore affronta l’argomento del diabete di tipo 1, la patologia di cui soffre dall’infanzia. Non ti voglio racconta  con ironia la bizzarra storia d’amore tra il giovane Enzo  e Arianna, una ragazza per la quale il diabete tipo 1 è una realtà conosciuta solo attraverso i tanti luoghi comuni che purtroppo accompagnano ancora questa malattia, di cui si parla poco e in modo approssimativo. Non ti voglio unisce in sé due aspetti fondamentali. In primo luogo il suo amore per la letteratura: il testo gioca con sfumature e stili differenti ed è volutamente lontano dal modello del diario clinico. Il secondo aspetto è la divulgazione, sotto forma di testimonianza di vita, della convivenza con questa patologia, con particolare rilievo all’aspetto psicologico ed emotivo. Ha presentato questo libro in numerose città italiane, partecipando a eventi culturali, congressi, incontri presso biblioteche e associazioni, ricevendo un buon riscontro di pubblico e critica. Il secondo libro, Visite e altri incontri di apparente marginalità (Scatole Parlanti, 2025), mette in scena uno spin-off della prima opera senza riferimenti autobiografici. Tuttavia, anche in questo romanzo è presente una forte componente personale, riconoscibile nel disagio interiore e nella diversità percepita che caratterizza i personaggi principali, ispirati al suo vissuto da diabetico. La vicenda si svolge a Borgoamaro, città immaginaria e insieme incredibilmente reale. Qui Sandro, personaggio delicato e bizzarro, finisce per sottoporsi a una visita neurologica in un ospedale che un tempo ospitava il manicomio. Il caso vuole che proprio lì, molti anni prima, fosse ricoverato il misterioso cugino Dino. Le loro vite si sfiorano, si rincorrono, si specchiano. Il romanzo si diverte a mettere a nudo la presunta normalità della società, che con uno sguardo stolto e superficiale etichetta i protagonisti (e tutti gli altri personaggi) come “diversi”, senza prendersi il tempo di ascoltarli veramente. Ma chi è davvero normale, alla fine? Nonostante il tema trattato l’autore ha voluto mantenere un tono vivace e teatrale, alternando svariati registri narrativi e senza perdere di vista l’ironia.